Archive for ottobre, 2007


Questa è la decisione

 
La Linea D’Ombra
 
La linea d’ombra la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa è la mia età a mezz’aria in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos’è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c’è da fare e cullati dall’onda notturna sognare la mamma… il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c’ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell’essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la mia natura? La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l’astrologia che mi racconta il cielo galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d’ombra non me la fa incontrare. Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos’è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò levate l’ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione.
 
Jovanotti
 
Amore Mio

Non mi ricordo più

se qualche volta smettevamo di toccarci

per riposarci

te lo ricordi tu

io ti guardavo senza quasi aprire bocca

e se parlavo ripetevo solamente la stessa filastrocca

Amore mio, amore mio, amore mio, amore mio,

amore mio, amore mio, amore mio

mio amore, mio amore, mio amore, mio amore,

mio amore, mio amore

E non ricordo più

se mi dicevi qualche cosa di importante

perché io non capivo niente

sembravo solo deficiente, avevo:

problemi di pressione

lo sguardo da salmone

ed un sorriso idiota tipo "prima comunione"

sentivo odor di gigli

immaginavo i figli

non come adesso che ti parlo e tu sbadigli

Amore mio, amore mio, amore mio, amore mio,

amore mio, amore mio, amore mio, amore mio

mio amore, mio amore, mio amore, mio amore,

mio amore, mio amore, mio amore, mio amore

E che potevo fare

che dovevamo dire

che senso aveva domandarci come andrà a finire

meglio buttarsi, meglio accarezzarsi

perché con i discorsi è più difficile trovarsi

e dopo una, due, tre, quattro, cinque settimane

come piccoli navigli continuare a navigare

il mare è blu

e non c’è dubbio che sei tu

L’amore mio, amore mio, amore mio, amore mio,

amore mio, amore mio, amore mio

mio amore, mio amore, mio amore, mio amore,

mio amore, mio amore

E se non hai capito bene ricomincio

ma non puoi dire che non vado dritto al punto

faccio un riassunto: amore mio ti amo tanto

allora lo ripeto, così capisci quanto

amore mio, amore mio, amore mio mi rendo conto

sembro monotono, ma invece cambio

perché ogni volta ti amo in un modo diverso

ogni minuto, ogni secondo

Sono un vinile che si sta incantando

sono un buddista che ti sta gonghiando

sono una crema e allora sto impazzendo

sono un bambino e faccio giro-girotondo

Sono un vinile che si sta incantando

sono un buddista che ti sta gonghiando

sono una crema e allora sto impazzendo

sono un bambino e faccio giro-girotondo

Sono un vinile che si sta incantando

sono un buddista che ti sta gonghiando

sono una crema e allora sto impazzendo

sono un bambino e faccio giro-girotondo

Daniele Silvestri

 
A Me Ricordi Il Mare
 
A me ricordi il mare
e non per le vacanze
che abbiamo fatto insieme
Ma per il tuo ondeggiare
tra il gesto di chi afferra
e quello di chi si trattiene
Ci sono validi motivi per cui dovrei evitare di dirtelo
ma dal momento che mi scrivi dirò
che l’ho capito da subito
perché sei…
perché sei tu che quando arrivi sorridi
e a me mi gira benissimo
e sempre tu che se decidi ti giri
e mi pugnali in un attimo
così succede che mi pare che va bene
e invece non va
e se migliora allora peggiorerà
oppure
sono sicuro che va male arrivo di là
e te lo dico tu mi dici "ma va"?
e ancora
a me succede che va bene
e invece non va
e se migliora allora peggiorerà
oppure
sono sicuro che va male arrivo di là
e te lo dico tu mi dici "ti va"?
ma io così non vado avanti
Mi ricordi il mare
non per i riflessi
per il sugo andato a male
il qualunquismo dei discorsi
sotto l’ombrellone
il sudoku che non torna
e quello che era scritto a penna
è già da cancellare
è come l’amore
va di tasca in tasca come l’accendino vuole
ti ritorna quando non hai niente da appicciare
se escludiamo il poco che rimane
ancora ancora ancora
Baci, baci ed abbracci
che diventano lacci
e più diventano stretti
più nascondono impicci
come un cane ti accucci
sui tuoi poveri stracci
e piano piano vai giù
come un programma di Socci
piano piano vai giù
ma poco dopo risorgi
solo che non ti accorgi
dei sorrisi posticci
dei pensieri che scacci
delle cose che lasci
per banali capricci
Mi ricordi il mare
Non per gli ombrelloni
Per la fila in tangenziale
Il malfunzionamento del mio condizionatore
la discesa libera sui sassi senza aver le scarpe
per fare i fricchettoni
Questo è un po’ il sapore
del tutto compreso
inclusa la consumazione
io l’ho già bevuta
eppure ho ancora troppa sete
soprattutto quando tu mi uccidi
ancora ancora
Quello di chi si trattiene
a me ricordi il mare
e non per le vacanze
che abbiamo fatto insieme
ma per il tuo ondeggiare
tra il gesto di chi afferra
e quello di chi si trattiene
 
Daniele Silvestri con Il Bove (Otto ohm)
 
 
Quel ti amo maledetto
 
Scusami
Se ho bisogno di chiamarti qualche volta per sentirmi meglio
Se ogni notte io ti sento così forte che rimango sveglio
Se ho lasciato la tua foto accanto al letto e non l’ho tolta mai
Se rileggo quel messaggio che mi hai scritto prima di andar via
Scusami
Se non sono stato come mi volevi e se non son perfetto
Se non ti ho telefonato per il giorno del tuo compleanno
Se non resto indifferente ora che c’e’ un altro al posto mio
Se non riesco a fare a meno di pensare a quanto e’ colpa mia
Perché ogni volta penso
Che io non ti ho detto mai
Quel ti amo maledetto che io adesso griderei
Ma ormai non c’e’ più tempo
E anche se io lo so che mi ami non ritornerai
Scusami
Se ripenso a quando noi ci inventavamo già la nostra casa
Se ti vedo che mi aspetti ancora sveglia con la luce accesa
Se ti sento ancora ridere da sola per quel vecchio film
Se ritorno col pensiero a quella notte
Che mi hai detto sì
Perché ogni volta penso
Che non ti ho detto mai
Quel ti amo maledetto che io adesso griderei
Ma ormai non c’e’ più tempo
E anche se io lo so che mi ami non ritornerai, tu non ritornerai
Perché ogni volta penso
Che non ti ho detto mai
Quel ti amo maledetto
E anche se io lo so che mi ami non ritornerai
Ma se adesso stai pensando che ti sei sbagliata
Chiudi a chiave l’orgoglio che hai dentro e vieni qui da me
A me basta anche una volta per dirti tutto quel che sento
Perché l’amore e’ più forte di quel ti amo maledetto
Perché ogni volta penso
Che io non ti ho detto mai
Quel ti amo maledetto
E anche se io lo so che mi ami non ritornerai
 
Paolo Meneguzzi
 

Jibran Khalil Jibran

 
Il ricordo è un modo di incontrarsi.
 
 
Un giorno lontano.
 
Un giorno lontano
sorriderò persino
ma adesso non ci sei più
domani per caso
confonderò il tuo viso
ma adesso non ci sei più
non basta che giuri
che scorderò chi eri
adesso
adesso ci sei tu
nei miei occhi
adesso ci sei tu
nelle orecchie
adesso ci sei tu
ci sei tu
ci sei solo tu
ci sei solo tu
sapere che è giusto
che è tutto stanco e guasto
non basta a non volerti più
vederti partire
non ti farà sparire
adesso
adesso ci sei tu
nei miei occhi
adesso ci sei tu
sulla bocca
adesso ci sei tu
ci sei solo tu
ci sei solo tu
 
Daniele Silvestri
 

Camera Con Vista

 
C’è una sola cosa impossibile, ed è amare e separarsi.
 
 
Per tutti coloro che amano, hanno amato e ameranno. Alle navi in navigazione e ai porti di scavo, alla mia famiglia e a tutti gli amici ed estranei: questo è un messaggio e una preghiera. Il messaggio è che i miei viaggi mi hanno insegnato una grande verità: io ho già avuto quello che tutti quanti cercano ma che soltanto pochi trovano, la sola persona al mondo che ero destinata ad amare per sempre. Una persona ricca di semplici tesori che si è fatta da sola e che da sola ha imparato. Un porto in cui mi sento a casa per sempre e che nessun vento, nessun problema potranno mai distruggere. La preghiera è che tutti al mondo possano conoscere questo genere d’amore ed essere da esso sanati. Se la mia preghiera sarà ascoltata saranno cancellati per sempre tutti i rimpianti e tutte le colpe e avranno fine tutti i rancori.
 
Se alcune vite formano un cerchio perfetto, altre assumono delle forme che non possiamo prevedere né comprendere appieno, il dolore è stato parte integrante del mio percorso, ma mi ha fatto capire che niente è più prezioso di un grande amore.
 
Amore è guardarlo negli occhi e capire che ti sta dicendo qualcosa anche se in realtà non ha detto una parola.
 
Puoi scegliere, il passato o il futuro. Scegli e tira dritto.
 
 
Perché adesso che dormo credo di sognare di essere sveglio.
 
 
Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio ormai era decisamente e definitivamente salao, che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo li aveva ubbiditi andando in un’altra barca che prese tre bei pesci nella prima settimana. Era triste per il ragazzo veder arrivare ogni giorno il vecchio con la barca vuota e scendeva sempre ad aiutarlo a trasportare o le lenze addugliate o la gaffa e la fiocina e la vela serrata all’albero. La vela era rattoppata con sacchi da farina e quand’era serrata pareva la bandiera di una sconfitta perenne.
 
Ernest Hemingway