Il Tuffatore

Di te amo le lunghe gambe, puerili, lente, aste tenere soavi che per spirali adolescenti salgono infinite, esatto tocco e fremito.

Di te amo le braccia giovani, che abbracciano fidenti il mio squilibrio, mani disvelate, mani moltiplicanti che accompagnano in fretta il mio incupito nuoto.
Amo il tuo grembo pieno d’ombra, onda lenta e solinga, dove si va facendo esausto il mare, dove affondare sino a rompermi il cuore, e di amore affogare e piangere.
Di te amo i grandi occhi, dove sondo la voragine buia della mia ansia, per scoprire negli arcani sotto l’oceano oceani.
Di te amo più di quanto riescano a dire la mia parola e la mia tristezza.
 
Vinicius de Moraes