Archive for gennaio, 2008


Umberto Eco

 
Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi, è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti.
 
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Rock & Roll Queen
 
You are the sun,
You are the only one,
My heart is blue,
My heart is blue for you
Be my, be my, be my little rock & roll queen
be my, be my, be my little rock & roll queen
You are the sun,
You are the only one,
You are so cool,
You are so rock & roll
Be my, be my, be my little rock & roll queen
Be my, be my, be my little rock & roll queen
Be my, be my, be my little rock & roll queen
Be my, be my, be my little rock & roll queen
You are the sun,
You are the only one,
You are so cool,
You are so rock & roll
Be my, be my, be my little rock & roll queen
Be my, be my, be my little rock & roll queen
Be my, be my, be my little rock & roll queen
Be my, be my, be my little rock & roll queen.
 
Subways
 
Un anno fa ho aperto questo blog, neanche sapevo cosa ci volevo mettere su…
 
quante cose sono cambiate in un anno, ero all’inizio della mia tesi ed avevo una serie di certezze inamovibili che ho perso, tante speranze ed un’idea del resto della mia vita, domani mi laureo invece e non solo non so esattamente cosa farò ma mi rendo conto che forse, sapendo che quello che più di tutto vorrei mi è negato, non saprei neanche scegliere razionalmente cosa vorrei fare…
 
domani alla fine sarà, almeno così mi sembra ora e magari mi sbaglio, un giorno come un altro mentre doveva essere un giorno unico…
 
ad ogni modo vorrei ringraziare tutti quelli che sono passati per questo blog, questo post che voleva essere solo la festa per un anno di blog è diventato uno spazio di riflessioni dirette, che ho finora quasi sempre accuratamente evitato… va beh forse ci stava…
 
5800 accessi in un anno sono tanti credo specie per un blog anomalo con frasi poesie canzoni… grazie a tutti, spero vi sia piaciuto quel che avete letto e di non avervi rattristato troppo…
 
Kazzuya
 
 

Albert Einstein

 
Se dovessi rinascere, farei l’idraulico.
 

Richard Feynman

 
La fisica è come il sesso: certamente può fornire alcuni risultati pratici, ma non è questo il motivo per cui lo facciamo!
 

Leo Longanesi

 
Uno stupido è uno stupido.
Due stupidi sono due stupidi.
Diecimila stupidi sono una forza storica
 
Cara Mia Ex

Sarà la pioggia la notte che
Saranno solo rimorsi fumo e caffè
E sarà ancora buio la luna non c’è
Cara mia ex la luna non c’è

Venerdì sera le nove dopo due giorni che piove
L’acqua per strada l’inchiostro sul foglio lo stesso colore
Guardando un quaderno di rime del ’93
C’era una foto di un pezzo s’un treno con davanti io e te
E allora tanti perché dimenticati sono tornati amplificati
E più complicati insistono su come e quando ci siamo lasciati
Su perché oggi sento il blues dopo gli anni passati
Giro la televisione corrida di idee banali
L’amico mi propone movida per locali ho scarica la pila da
Tempo e non ha senso divagare penso a come mi facevi
Stare spengo il cellulare.

Sarà la pioggia la notte che
Saranno solo rimorsi fumo e caffè
E sarà ancora buio ma la luna non c’è
Cara mia ex la luna non c’è

E guarda quanto un uomo matura senza premura
Perde la misura poi giura scuse che valgono spazzatura
Prende a pugni porte sveglia il vicinato
Fa a botte con chi era appena sgarbato la notte ti kiama ubriaco
Ci vuoi fare il progetto di una vita
Lui si fa trovare a letto con una tua amica
Pensa solo a se stesso divide amore dal sesso
Ha belle parole ma mantenere ciò che ha promesso
Non gli è mai successo troppo egoista x un compromesso
Così ero messo e adesso confesso ascoltando il tuo pezzo
Preferito tra i miei è dei vecchi dischi
Bevo una birra che vorrei fosse whiskey
Ho una cicatrice sul cuore con sopra il tuo nome
ma voglio tu sia felice ad anni luce da questa canzone
E dal male che ti ho fatto lui saprà curarti
Mentre contro i miei errori realizzati tardi sarà

Sarà la pioggia la notte che
Saranno solo rimorsi fumo e caffè
E sarà ancora buio ma la luna non c’è
Cara mia ex la luna non c’è

La luna si dice muove marea e cuore umano
Io invece non ne ho idea vivo a Milano e il mare lontano
Quando uscivamo era diverso sempre erano luci intense
Ora vedo opache insegne e pioggia di novembre

Mi manchi guapa manca ogni litigata
manca il sapore di tornare e ritrovarti a casa
L’odore di una maglietta prestata
La tua voce che mi consola fare la pace in una
Piazzola dell’autostrada
E quante cose non dette microvendette
Appendi la mia foto al muro e gioca a freccette
Sarà che infine maturo col delay
Che le regine non scelgono i plebei
Sarà che ti vorrei

Sarà la pioggia la notte che
Saranno solo rimorsi fumo e caffè
E sarà ancora buio ma la luna non c’è
Cara mia ex la luna non c’è

Articolo 31

Il cuore ha sempre ragione.

Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia. Il cuore ha sempre ragione.

Erasmo da Rotterdam, Elogio della Follia

 
Mi sentivo come un pugile sovrallenato che è già stanco prima ancora di salire sul ring.
 
La solitudine
 
bisogna essere molto forti per amare la solitudine
bisogna avere buone gambe e una resistenza fuori del comune
non si deve rischiare raffreddore, influenza o mal di gola
non si devono temere rapinatori o assassini
se tocca camminare per tutto il pomeriggio o magari per tutta la sera bisogna saperlo fare senza accorgersene
da sedersi non c’è
specie d’inverno
col vento che tira sull’erba bagnata,
non c’è proprio nessun conforto, su ciò non c’è dubbio,
oltre a quello di avere davanti tutto un giorno e una notte senza doveri o limiti di qualsiasi genere.
 
Il sesso è un pretesto.
Per quanti siano gli incontri
non sono che momenti della solitudine
più caldo e vivo è il corpo gentile che unge di seme e se ne va, più freddo e mortale è intorno il diletto deserto
è esso che riempie di gioia, come un vento miracoloso, non il sorriso innocente o la torbida prepotenza di chi poi se ne va
egli si porta dietro una giovinezza enormemente giovane
e in questo è disumano, perché non lascia tracce, o meglio, lascia una sola traccia che è sempre la stessa in tutte le stagioni.
Un ragazzo ai suoi primi amori altro non è che la fecondità del mondo.
È il mondo che così arriva con lui
appare e scompare, come una forma che muta.
Restano intatte tutte le cose, e tu potrai percorrere mezza città, non lo ritroverai più
l’atto è compiuto, la sua ripetizione è un rito.
 
Dunque la solitudine è ancora più grande se una folla intera attende il suo turno:
cresce infatti il numerodelle sparizioni
–  l’andarsene è fuggire –
e il seguente incombe sul presente come un dovere, un sacrificio da compiere alla voglia di morte.
 
Invecchiando, però, la stanchezza comincia a farsi sentire,
specie nel momento in cui è appena passata l’ora di cena, e per te non è mutato niente
allora per un soffio non urli o piangi
e ciò sarebbe enorme se non fosse appunto solo stanchezza, e forse un po’ di fame.
Enorme, perché vorrebbe dire che il tuo desiderio di solitudine non potrebbe esser più soddisfatto,
e allora cosa ti aspetta, se ciò che non è considerato solitudine è la solitudine vera, quella che non puoi accettare?
 
Non c’è cena o pranzo o soddisfazione del mondo,
che valga una camminata senza fine per le strade povere,
dove bisogna essere disgraziati e forti, fratelli dei cani.
 
Pier Paolo Pasolini